San Leo (RN) - Maggio 2015

San Leo (RN) - Maggio 2015

domenica 8 gennaio 2017

Sto pensando a ...


Non mi occorrono altre parole rispetto a quelle musicate che accompagnano le immagini:






Oscar

domenica 1 gennaio 2017

Il mio Capodanno 2017

Il mio Capodanno 2017 è stato un bel Capodanno semplicemente perché ho "coltivato" in tutti i sensi le mie maggiori passioni.

Tutto inizia con il pomeriggio di San Silvestro dove, fra uno scambio di auguri e un'altro via mail, via telefono,  via sms, via whatsapp etc... nasce l'idea di un giro in moto in solitaria, ma che sia per davvero in solitaria.

Metto a frutto i preziosi consigli di Paolo Usuelli da Mondovì (CN); persona molto disponibile e gentile che mi sta letteralmente guidando all'uso dei GPS; scarico infatti una traccia di un percorso Off neanche molto vicino a casa e lo metto nel recente Etrex 20X che "Babbo Natale" mi ha recapitato sotto l'albero.
Non ho invero ancora deciso al sicuro se l'indomani farò il tutto ma tant'è.
La sera mi corico presto ed alle 22:30 son già nel mondo dei sogni; sento poco dopo qualche botto ma neanche tanti e rigirandomi capisco che è arrivato il 2017: benvenuto !

Il mattino per me arriva presto assieme ad un bello strato di brina ... una gelata epica con temperatura che attorno le 7:30 è ancora sui -5°C
Già ma il mio giro ? Ho passato la notte di San Silvestro come una comune notte feriale e poi per Capodanno niente moto ?

Aspetto un orario più consono perché la giornata è serena e senza nuvole e quindi il sole a breve farà il suo lavoro; difatti alle 10:00 sono alla pompa carburante che ho di fronte a casa per un bel pieno alla XT; trattandosi di una traccia Off è lei la predestinata.

Il trasferimento, anche se vestito di tutto punto per il freddo è consistente, il poco movimento sulla moto assieme alla scarsa protezione mi fa sentire il rigore della fredda temperatura anche se il sole "scalda" pur rimanendo molto basso all'orizzonte.
Dopo oltre mezz'ora abbondate di catrame arrivo vicino all'inizio della traccia, un paio di incroci sbagliati mi ricordano che devo seguire l'indicatore del GPS altrimenti che traccia seguo ?

E' la prima volta che "navigo" una traccia e lo schermo del GPS non è molto grande ma ha un bell'indicatore su in alto nel campo dati con a fianco la quota altimetrica.
La mappa invece , volutamente ingrandita, non mi aiuta a vedere attorno cosa ci sia ma è meglio così per vedere bene il triangolino che percorre la traccia stessa; insomma molto differente dal Navigatore stradale a cui sono abituato.

La strada bianca percorre un fondovalle con un torrente che nei suoi tratti più pianeggianti si presenta gelato ... dopo poco inizia un percorso sali scendi sulle colline, a volte alberate e con una quota massima di circa m 900 slm; davanti la strada presenta sottobosco, pietraie, terra battuta un mix di varie condizioni che sono una manna per il mio desiderio di "avventura".



In tutto il giro incontro solo 3 persone: una coppia di attempati con racchette da nordic walking ed un ragazzo che camminava. 
Un paradiso il silenzio alle fermate per ammirare il panorama che a 360° presenta rilievi, macchia, boschi e strade bianche.

Son parecchi giorni che non piove e la polvere, anche se poca, inizia a farla da padrona, lo schermo del GPS risulta quasi illeggibile e sovente son costretto pulirlo con una passata veloce della mano sinistra: il guanto nero mano a mano diventa sempre più imbiancato così come il borsino serbatoio ed i pantaloni.
Gli stivali presentano invece piccoli e minuti schizzi di fango che una pozzanghera gelata, rotta al mio passaggio, ricorda la sua esistenza.



Nel mezzo del giro, un tratto di raccordo in forte pendenza fra due strade bianche, fa vedere i sorci verdi: il sentiero è solcato da due distinti binari profondi che altri passaggi e l'acqua ruscellante ha scavato.

Il tutto è quasi completamente ricoperto da sottile ma lungo falasco piegato sia dal vento che dal suo  stesso peso e che ostruisce in un certo qual modo la vista.

Deciso entro nel solco più a monte del sentiero, scorro piano in discesa ma purtroppo la scelta non si rileva felice, il solco diventa sempre più profondo e devo uscirne fuori altrimenti mi incastro.

Profitto subito di un brevissimo tratto nel quale il solco risulta essere meno profondo e punto all'esterno, a valle, la ruota anteriore, la forcella affonda ma non più di tanto; piede a terra inclino la moto ed apro deciso contemporaneamente alzo di forza il manubrio a me per aiutare la ruota  a salire lo scalino. Tutto bene al primo tentativo, un briciolo di esperienza aiuta molto in queste circostanze, ora c'è da far salire il posteriore, stessa manciata di gas ma stavolta scaricando più possibile le pedane, piede a terra e coscia sollevata dalla sella, anche in questo caso tutto va alla perfezione.
Proseguo ma il falasco è sempre fitto e anche qualche rovo sulla traiettoria impedisce una certa scorrevolezza; in piedi sulle pedane, sedere all'indietro e via deciso ancora giù dove dopo qualche centinaio di metri ho ragguagli di civiltà ovvero intravedo una striscia di color bianco sempre più intenso: la strada raccordata.



Il tracciato prosegue come in precedenza, è raccordato da brevi tratti di strada catramata; su un passaggio in pietraia in discesa con a fianco dolci calanchi interposti ad un bosco squilla il cellulare, è mia figlia che mi chiede dove ero.
"Mah !!!" dico "... mica lo so di preciso; ho lasciato il catrame poco dopo Montone e ora credo di essere sopra Città di Castello, ma dove di preciso proprio non saprei dirtelo."

La tranquillizzo, sa che sono solo e continuo la navigazione della traccia dopo essermi fatto dire che erano già la 12:30.

La traccia mi porta a Vallurbana e poi Cerbara di Città di Castello, sarebbe poi proseguita verso la Toscana ovvero Monterchi ma devo rientrare a pranzo; non prima di farmi una sterrata vicino casa che tante volte, da ragazzo, ho percorso a tutta birra !!!

Ma la giornata non mi aveva appagato appieno ed allora uno sguardo al terreno dietro casa, le piantine di fava son belle altine e forse è l'ora di ... 

... è ora di arieggiare il terreno attorno per far si che le radici non siano costrette dal terreno ammassato; già che c'ero ha anche vangato la parte che a primavera sarà piantumata con ortaggi vari.



Già, ecco la "coltivazione" delle mie passioni maggiori, moto e orto:



Buon 2017 a tutti

giovedì 17 novembre 2016

Senza una meta


Complice una influenza improvvisa che ha messo fuori causa l'amico Paolo, mi ritrovo a girellare in moto da solo ed, a differenza di quanto programmato, a dover cambiare meta.

Quale sarà la miglior meta per dare un senso compiuto ad un improvviso girello in solitaria non pensato e neanche cercato ?

Nessuna è la miglior soluzione, affido infatti all'istinto ed alla decisione del momento la direzione da prendere agli incroci che incontro.

I miei pensieri, mentre conduco la moto, non contemplano mai il verso da prendere e neanche elaborano se è meglio transitare su una strada piuttosto che un'altra, anzi la sottile e voluta speranza è "continuare a perdersi".

Perdersi nella passione e nel godimento che le sensazioni dell'andare in moto trasmettono al mio animo; un animo bisognoso di ritrovare, dopo un po di tempo, il sapore del dondolare fra curve e tornanti e sentirsi catapultati in avanti sino all'impostazione della prossima curva.

Rialzo leggermente il busto, freno e muovo nel contempo il mio corpo all'interno della traiettoria, rilascio i freni ed imposto la traiettoria ... la curva scorre con la piega voluta che determina una danza continua: mi fa stare bene.

Ma dove sono arrivato, senza aver seguito una meta ?

Sono nel mio mondo del divertimento ed è molto bello oggi starci così bene.






Oscar


mercoledì 21 settembre 2016

21 Settembre, "Se il mio cuore ..."


Come i più attenti lettori sapranno questo spazio web è merito, nella sua fase creativa, di Giorgio; l'indimenticabile Giorgio.

La sua conoscenza avvenne in occasione di un giro motociclistico a corredo della "MotoAdunanza 2008" di Mototurismo e, dopo una breve presentazione nel centro storico di Volterra, a San Galgano (SI) iniziò l'effettiva frequentazione che, allora in maniera ancora inconsapevole, divenne la ns. "storia".

Una storia purtroppo breve ma intensa e corredata, sin da subito, da una grandissima empatia che ben presto divenne il Sentimento che può legare due uomini del tutto diversi fra loro ma forse fatti proprio per "incontrarsi": l'Amicizia.

E proprio alla maestosità silente dell'Abbazia di San Galgano, che fece da cornice all'inizio di tutto, affido il mio pensiero a te caro ed Unico Amico, oggi 21 Settembre giorno che ricorda la tua nascita; perché "Se il mio cuore ..."





Oscar

N.B. Parte delle foto utilizzate per l'Abbazia di San Galgano provengono dal web

sabato 23 luglio 2016

Sibillini Night Off Road

La Luna che illumina la via e la notte diventa splendidamente "magica".




All'interno del casco mentre elabori dove mettere le ruote parte della mente corre nei più sentiti e profondi ricordi: l'isolamento dei pensieri personali.

Il tutto in un dipinto nel quale la cornice è la compagnia di altre persone che hanno la tua stessa passione.



Due in particolare, Gianluca e Silvano: una fortuna, per me, averli conosciuti.






sabato 9 luglio 2016

Friends Sibillini Off


Ed anche quest'anno è arrivata la giornata della ricognizione del giro notturno on-off sui Sibillini.

Un immenso piacere rivedere Gianluca e Silvano, artefici dell'iniziativa che tanto è entrata in simbiosi con i miei pensieri ...già proprio a me che son uno degli ultimi arrivati; chissà che da lassù ...

La compagnia si è arricchita dalla presenza di altri Friends dell'Off sui Sibillini e la giornata è stata fantastica.

Non mi dilungo a parlare del percorso che, tranne un paio di ulteriori brevi deviazioni, ricalca il tragitto dello scorso anno. A tal proposito qui trovate un report con descrizione dettagliata.

Come dicevo una giornata fantastica perché vissuta nel contesto dello star bene assieme, del rispetto, dell'allegria ed anche del ricordo velato di un paio di persone che ...

... che meritano il ns. "dolore"













A presto con il report sulla notturna, Oscar

giovedì 7 luglio 2016

Fiori


Fiori dalla piana di Castelluccio che ogni anno regalano un tripudio di colori tale da trasformare  l'estesa pianura in una immensa tavolozza da pittore.

Il rosso dei papaveri e l'azzurro dei fiordalisi padroneggiano la scena dopo la gialla fioritura della lenticchia; questa solitamente l'alternanza dei colori principali che raggiunge il culmine in questi giorni.

Che spettacolo, ogni parola è superflua di fronte alle immagini: