San Leo (RN) - Maggio 2015

San Leo (RN) - Maggio 2015

sabato 24 dicembre 2011

Regina ... viva



Un’ altro cuore boxer pulsa nella stalla assieme a Minnie, è una R100 GS Paris Dakar sapientemente vestita a Classic dalla premiata ditta Peruzzi; come spesso accade dagli amici Marcello, Fausto ed Alberto, è stata completamente smontata e riassemblata con relativa documentazione dei vari passaggi, la componentistica del telaio cromata e verniciata a nuovo, la meccanica (motore e trasmissione ) completamente smontata sabbiata e riassemblata con sostituzione dei componenti più stanchi. Con i suoi 80.580 km e 4 proprietari è arrivata un’ altra GS, porta i medesimi colori di Trudy che se ne era andata più o meno con gli stessi km, si affianca alla figlioccia R1200GS ADV, hanno la medesima stazza in fatto di serbatoio, ma questa si è mostrata subito molto più snella, velocissima nei cambi di direzione, intuitiva alla guida e molto compatta. Adesso viene la parte più bella,  quella in cui la ci si cuce indosso con le regolazioni delle sospensioni e talune personalizzazioni, per adesso è stata arricchita delle manopole riscaldate, di un faro di profondità aggiuntivo, di un nuovo disco anteriore, di molle progressive Wirth e di tubazione olio a treccia, in effetti la frenata risulta apprezzabile in relazione al mezzo, si prevedono a breve Riser da 30 mm per il manubrio. Vediamo un po’,  strada facendo credo ci capiremo al meglio a vicenda
Alp_3225  (5 novembre 2010)

Sensazioni di guida: la prima sensazione è di grande maneggevolezza, il motore è molto generoso sin dal primo migliaio di giri, il “tiro” tipico di questo boxer è continuo e superati i 2500 giri scompaiono le tipiche vibrazioni di questa meccanica, divenendo fluido con una progressione costante, ed oltre i 3500 – 4ooo giri sembra girare senza il minimo sforzo. I suoi 60 cv supportano bene anche la guida in coppia,  non si avvertono rumori di nessun tipo dalla ciclistica, sicuramente il telaio non ha la graniticità tipica delle serie successive, lo si avverte maggiormente sui curvoni veloci ma è una caratteristica nota di queste moto e la si perdona volentieri, al pari della frenata. Infatti si dice che queste moto rallentano anzichè frenare, verissimo, in effetti in coppia e con il pieno ( 35 litri hanno il loro peso) il freno posteriore serve solo a bilanciare un pò l’ingresso in curva ( mentre viaggiando da solo ritorna abbastanza efficace), l‘anteriore equipaggiato con molle progressive wirth, tubazione del freno a treccia e disco flottante fa il suo onesto lavoro, del resto è un mezzo che si fa apprezzare per la fluidità di guida, le curve eseguite in scorrevolezza sono veramente goduriose, non è certo la moto a cui chiedere staccate da motogp. La sezione ridotta dei pneumatici favorisce una “sveltezza ” in curva molto divertente e  rendono a pilota e passeggero un contatto diretto con il terreno, magari reso un pò ruvido dalla sella piuttosto rigida, ma generosa alla lunga.  L’ altezza più umana da terra permette di gestire il mezzo in tranquillità, per contro costringe le ginocchia ad un angolo un pò troppo stretto, aerodinamicamente, è piacevole la porzione di vento che si avverte in faccia a casco aperto, ma si guida senza sforzo perche i flussi d’aria non investono direttamene nè pilota nè passeggero. Credo sarà un gran divertimento, girellare con Regina e viaggiare con Minnie
Alp_3225  (8 novembre 2010)



Soltanto 2 mesi più avanti, Giorgio (Alp_3225) in sella alla sua Regina ci lascia, è la tarda mattinata di sabato 8 gennaio 2011.


Nell’intimità dei miei tristi e smarriti pensieri, mi sono chiesto, poco dopo il tragico evento, se fosse stato possibile divenire un successivo e degno compagno per Regina; all’inizio ho avuto timore che per Regina la sorte della rottamazione fosse inevitabile considerando che era ridotta senz’altro male; tutto poi era sommato al timore reverenziale e morale di farmi avanti con Sandra e con i suoi familiari.
In cuor mio però ho sempre coltivato la speranza ed il desiderio di darle un futuro, farla di nuovo percorrere la strada; insomma di farla tornare in vita; proprio io che non avevo ancora avuto il piacere di conoscerla dal vivo ma che, sentendone parlare Giorgio in maniera entusiastica, avevo una visione ed una percezione “quasi completa” della moto, della sua adorata R100GS PD.

E’ un freddo sabato sera dell’anno precedente, ossia gennaio 2010 che segna l’inizio della storia; non abbiamo voglia di passare la serata in casa ed allora nel tardo pomeriggio chiamo Giorgio e propongo una pizza  a metà strada, Bettolle per la precisione; alle 20:30 siamo precisi tutti e 4 all’appuntamento.
Giorgio ha con se un PC portatile e durante la serata a tavola, tra un boccone e l’altro gustato assieme a dell’ottima birra alla spina, fantastichiamo su qualche moto “obso”, noi che ammiriamo a non finire le ns. care mucche dell’ultima generazione; Giorgio tra l’altro ha acquistato l’ADV da poche settimane (Minnie).
L’occhio e l’attenzione cade su un modello in particolare, la R100GS in versione PD; sono fra le moto più abbordabili economicamente della serie G/S e GS; le riteniamo sicuramente le più votate per un utilizzo turistico di coppia; ambedue abbiamo mogli che ci seguono nei ns. giri e girelli.
Onestamente in un primo momento caldeggio, avendo ambedue l’ADV 1200, l’idea della versione normale bianca con la scritta azzurra verticale, il famoso “Milleinpiedi” (ne avevo parlato anche con Paolo in precedenza) ma Giorgio, che furbescamente si era già interessato tramite suoi amici restauratori (F.lli Peruzzi), insisteva per la maggiore autonomia e la migliore abitabilità e protezione in coppia della versione PD; Diavoletto !!!

Qualche giorno dopo ne parlai telefonicamente con Paolo che da Satanasso com’è subito approvò l’eventuale scelta; la PD in versione Classic l’aveva avuta suo figlio e ne era rimasto molto pentito quando la vendette per non averla ricomprata (forse per la seconda volta aggiungo io).

Questo è l’inizio dell’infatuazione di Giorgio per “Regina”; alla scimmia non si comanda (come si usa dire nel gergo motociclistico) ed il passo è stato breve e veloce; poche settimane dopo, chiedendomi di mantenere riserbo assoluto, mi comunica che si stava facendo restaurare una PD di proprietà dei F.lli Peruzzi e che l’avrebbe riconvertita graficamente in versione Classic, quindi tutta nera.

Già e dire che scherzando ma poi non tanto sia io che Paolo “rimproverammo” Giorgio  per quella scelta di aver colorato graficamente la moto come una Classic invece che lasciare la livrea bianca e rossa come in origine.
“Regina la Tamarra” chiamavo la moto quasi a “dispetto” e lui Giorgio scuotendo la testa e sorridendo contrariava il nostro pensiero … ma dentro di se il tarlo era ormai sorto al punto di fargli maturare il dubbio di aver “sbagliato” a scegliere il nero.
Nera piaceva a sua moglie e scommetto che per compiacere la sua dolce e cara Sandra cedette al colore che tra l’altro era quello della moto di Alberto Peruzzi, posteggiata a fianco lì in salone.
Sono convinto che scelse quella colorazione per farsi perdonare del fatto che avrebbe avuto a breve un’altra “amante” in garage e che, ovviamente, andava a “sottrarre” tempo ed attenzioni magari prima dedicate alla sua Sandra.
Seppi infatti più avanti che era già stato dai F.lli Peruzzi a manifestare l’intenzione futura di riportarla ai colori originali: Alpin Withe/Marrakesh Red Codice 659, questa la catalogazione Bmw per la versione dell’anno 1992.

Purtroppo la storia ha proprio nel momento più bello per Giorgio (inizio del rapporto con Regina) una tragica interruzione; un destino contrario spazza via all’improvviso Giorgio dall’incantesimo della vita, privandolo di colpo delle sue “strade della vita”.
Carpita la sua vita, in quell’assurdo sinistro, il sipario è calato sulle sue “zingarate” con Regina e con Minnie, sui suoi girelli, sui suoi viaggi e sui ns. piacevoli incontri.

Per noi invece è sopraggiunto, inesorabile, l’ergastolo del dolore.

Regina, il regalo dei suoi 50 anni, rimane per oltre 2 mesi sotto sequestro nel piazzale della Stazione dei Carabinieri di Ponte Ginori, un paesino della provincia pisana; quasi un intero inverno … al fine del quale la moto, appena disposto il dissequestro, viene ricoverata dai F.lli Peruzzi.


Marzo 2011, è la fine del mese e desideroso come non mai, assecondato appieno nel progetto da Marinella, rompo gli indugi; sondo il pensiero del fratello di Giorgio; Gabriele mi risponde chiaramente che da parte sua e del resto della famiglia di Giorgio non ci sono problemi di nessun tipo; anzi mi fa capire che personalmente sarebbe fiero e contento sapere che le moto di Giorgio trovino di nuovo “continuità” nelle mani dei suoi migliori amici (è già iniziato il corteggiamento di Andrea e Paola a Minnie).
Incassato il via libera da Gabriele e quindi rafforzata l’idea, timidamente e con la massima delicatezza possibile mi faccio avanti con Sandra; le chiedo, non senza difficoltà emotiva, che qualora esista una sola possibilità che Regina possa essere recuperata e quindi restaurata, vorrei farlo io venendone in possesso.
Il suo sguardo iniziale è di stupore; infatti lei sa, per sentito dire, che la moto è ridotta ad un rottame ed anche che economicamente è molto impegnativo procedere al restauro della moto; ma non riesce a nascondere una contenuta felicità ed involontariamente ci regala (Marinella al mio fianco ne è entusiasta) una gioia immensa ed anche la responsabilità, verso il ns. amico Giorgio, di fare le cose a modo come piaceva a lui.
Dopo qualche settimana andiamo assieme dai F.lli Peruzzi (conosciuti tramite Giorgio in occasione del Bike Expo di Padova del 2010), comunichiamo le intenzioni e vediamo Regina o meglio quel che resta della moto; impressionante la botta ricevuta, praticamente l’avantreno non esiste più e la termica destra è addirittura piegata all’indietro; ad aggravare il tutto c’è anche il fondato sospetto che il motore sia in qualche organo interno “rovinato”; sembrano ai nostri occhi gli effetti di una esplosione.
Sandra, facendosi coraggio e reggendosi a Marinella vede come è ridotta Regina.
Scatto qualche foto ma mi sento salire un turbamento dentro che mi fa desistere quasi subito.
L’espressione di Alberto Peruzzi non lascia intendere un lavoro semplice e di certo dispendioso  economicamente ma voglio/amo che la moto torni sulla strada.
Concludiamo l’incontro con una condivisione sulla strategia che riteniamo migliore per operare la rimessa in funzione della moto e ci promettiamo di risentirci più avanti (iniziare a comprare su E-bay tedesco i possibili pezzi necessari che mi segnalerà Alberto).
Consapevoli che economicamente sarà un grosso sacrificio, al ritorno in auto verso casa, realizziamo che per noi merita ed è troppo importante quello che rappresenta nella ns. vita attuale e futura; decidiamo di disinvestire del denaro che abbiamo per far fronte a quanto orientativamente necessario per il restauro.

Maggio 2011, dall’emozione che provo a scrivere questa storia non ricordo più il giorno, portate pazienza e perdonate l’umile scrittore; è sicuramente metà del mese e comunque prima del 25, giorno della mia partenza per la Norvegia; mi chiama Alberto e mi propone una diversa strategia, ovvero cercare in acquisto un esemplare in Germania che serva a prelevare i pezzi di ricambio necessari a Regina; il tutto per contenere i costi in cifre congrue a quanto precedentemente definito; accetto volentieri l’idea e si intravede la possibilità di fare il lavoro presto, in quanto potrebbe esserci una concreta possibilità da lì a poco, ossia un esemplare di 100 PD tedesco è stato individuato, spetta a me decidere se procedere: via libera all’acquisto ovviamente.

Giugno è il 30; assieme a Marinella sto tornando in auto da Cesenatico dopo aver accompagnato Giulia, nostra figlia, per qualche giorno ospite nella casa del mare di una sua amica; squilla il cellulare e stavolta è Fausto Peruzzi, mi informa che l‘esemplare cavia è stato poi acquistato in Germania, addirittura è già nella loro sede/officina a Castelfiorentino; che gioia! inizio ad intravedere i tempi accorciarsi e questo non può che farmi piacere.
Il giorno successivo venerdì 01 luglio 2011, non prima di aver avvisato Sandra ed aver fatto visita a Giorgio raccontandogli tutto, io e Marinella siamo nella sede dei F.lli Peruzzi emozionati come bambini.
La vista della moto tedesca suscita in noi delle sensazioni forti, belle al pensiero di far rinascere un oggetto di cui Giorgio era innamorato ma anche profondamente malinconiche per quello che non potrà mai più essere per lui, lo sarà però attraverso noi.  
La moto si presenta bellissima ed eccellente; sarebbe quasi da reimmatricolare per quanto è ben tenuta, Fausto la avvia ed il motore gira che è una meraviglia.
La livrea è bianca e rossa come quella originaria di Regina e il ns. pensiero corre veloce ad immaginare il suo primo ritorno in strada.
Parliamo e ci accordiamo su tutto o almeno così ci sembra, usciamo raggianti ma sempre con quel “peso” sullo stomaco che non ci lascerà mai più nella ns. vita.
Anche perché Giorgio, dal Regno dei Cieli, ci consegna un segnale ed un regalo: mentre Regina era in fase di preparazione, Giorgio aveva manifestando l’intenzione di voler istallare sul cruscotto una strumentazione differente rispetto ai due indicatori grossi circolari del contachilometri e del contagiri.
Infatti le prime versioni avevano al posto del contagiri grande sulla destra del cruscotto un contagiri piccolino e sotto di ugual diametro, un orologio analogico; la tedesca, essendo un esemplare di più vecchia costruzione, aveva proprio questa particolarità ed assieme alle manopole riscaldate, alla famosa modifica al freno anteriore che lo rendeva un po’ più aggressivo sul disco anch’esso modificato al pari del tubo a treccia dell’impianto frenante, si mostrava perfettamente identica a Regina; si era compiuto praticamente un suo desiderio.

A noi piace pensare che sia stato un suo dono.

Informiamo del tutto Sandra e Paolo e torniamo a casa felici e contenti, sappiamo infatti che da lì a poco Regina entrerà in “sala operatoria” anche perché la donatrice tedesca è già pronta a farsi estrarre gli organi necessari per farci vivere un’emozione per il resto della ns. vita ovvero per darci ancora di più una occasione di comunione con Giorgio.

Settembre 2011 esattamente il giorno 21 (compleanno di Giorgio, avrebbe compiuto 50 anni) facciamo un salto nel primissimo pomeriggio dai F.lli Peruzzi; Regina è in officina pronta per essere smontata ed inviare il telaio da Scardino a Milano per la necessaria riparazione al canotto di sterzo che solo alla vista risulta piegato e comunque riportare il tutto entro le misure e tolleranze definite da mamma Bmw; le condizioni di Regina, posteggiata a centro officina, ci appaiono ancora più evidenti in tutta la loro gravità e la mente non può che correre velocemente a Giorgio.
La donatrice tedesca è in altra zona, comunque non molto distante da Regina, non ha la sella e molto presto saranno smontate assieme onde procedere alla scelta dei pezzi necessari da prelevare per ricomporre Regina in tutto il suo splendore.

La soddisfazione di vedere iniziati i lavori di restauro viene subito stoppata dalla malinconia lungo la strada che ci riporta a Poggibonsi; parteciperemo infatti, dopo una visita al cimitero assieme a Sandra, alla SS. Messa a ricordo di Giorgio nel giorno appunto del suo 50° anniversario della nascita che io continuo a preferire chiamare il suo 50° Compleanno (lui è sempre presente per me).
Nell’occasione ho l’onore di conoscere i genitori di Giorgio, l’emozione è forte e profonda, infatti il mio animo è ulteriormente ferito anche da vicende familiari; sono bene a conoscenza che presto perderò papà.

Ottobre 2011 sempre il 21, è venerdì pomeriggio ed andiamo di nuovo dai F.lli Peruzzi; il telaio infatti è tornato da Milano (Scardino) ed è stato subito trattato e verniciato; inizierà fra pochi giorni il montaggio di Regina.
Fausto ci consegna subito il rapporto di controllo di rispondenza ai parametri originali del telaio redatto da Scardino; il telaio rientra nella sua totalità entro le misure e tolleranze della casa costruttrice; praticamente è come nuovo.
Le emozioni sono sempre più forti ed il desiderio ha un crescendo difficile da controllare, quasi come da bambino quando ero davanti ai dolciumi del bancone alle fiere paesane di tanti anni fa; i miei sapevano che desideravo tutto ma papà e mamma mi concedevano si e no una leccornia ed ero perennemente indeciso dove far cadere la scelta che se non mi sbrigavo non mi compravano nulla; l’unica differenza che riscontro è l’assoluta mancanza di paura per aver sbagliato dolciume; stavolta il desiderio è unico ed uno soltanto, che Regina torni in strada; Marinella al mio fianco si accorge del mio sognante stato d’animo e con un sorriso ne interrompe lo sviluppo.
Stavolta comunque ho l’intenzione di fare qualcosa anche io di concreto ovvero il calco della scritta sul serbatoio che come ricambio in Bmw non è più disponibile;.
Avevo messo una inserzione sul mercatino di un forum di appassionati delle moto dell’elica ed erano giorni che provavo a vedere su ebay tedesco; niente da fare, avevo già perso le speranze di poterlo comprare ed allora mi ero deciso di farmelo rifare tramite una grafica specializzata in targhe ed adesivi già utilizzata per altre scritte ed adesivi “motociclistici”.
Armato quindi di carta lucida, matita, gomma e nastro da carrozziere per il fissaggio, approfitto di un esemplare di PD del ’92, ricoverato in officina per una rivisitazione completa, per farmi il calco delle scritte e grafiche del serbatoio; scatto delle foto per definire le tonalità dei colori aiutato da Fausto che mi porta la moto in uno spazio tutto dedicato per me.
Ma le sorprese non sono finite ed alle volte mi viene da pensare che Giorgio partecipa fattivamente al restauro, difatti ne ha sempre una in serbo per me; qualche minuto dopo mentre sono intento a calcare le lettere PD, scendendo da un ballatoio posto sopra la zona dei carri ponti per le moto, Fausto richiama la mia attenzione agitando nella mano destra degli adesivi; incredibile, sono la coppia (Dx e Sx) di ricambio originale Bmw per il serbatoio di una PD del ’92 praticamente introvabili !!!
Hanno la pellicola di supporto ingiallita ma conservano intatti i profili di riferimento per l’attacco all’altezza giusta al serbatoio su ambo i lati.
Mi dice subito che saranno riservati a Regina e di questo me ne compiaccio ma mi raccomando, con altrettanta cortesia, che è necessario farne delle copie altrimenti poi sarà impossibile averne dei nuovi rifatti di una certa qualità.
Fausto approva e continuo il mio lavoro ora con una responsabilità notevolmente inferiore.
A me infatti rimane il solo compito di far riprodurre la striscia che sormonta la scritta; veramente già la possiedo, difatti un “Signore” genovese (Briscola il nick sul forum frequentato) Filippo è il suo nome, già conosciuto di persona insieme a Giorgio e Paolo al Castello di Volpaia nel Chianti qualche tempo addietro, mi aveva in precedenza spedito degli adesivi del modello 1991. Lo avevo contattato anche per qualche consiglio sul restauro della moto in quanto è un esperto nel settore obso Bmw; la cortesia di Filippo è stata proprio di altri tempi.
Le strisce che mi ha spedito si rilevano perfettamente uguali alle originali, sia con dimensioni che come tonalità di colore e fra me e me mi sono ripromesso di farne fare delle ulteriori copie.
La giornata si conclude comunque con un’ennesima sorpresa, Marinella nella precedente ns. visita del 01 luglio al cospetto di Regina chiese a Fausto, a mia insaputa, se sarebbe riuscito a salvare le manopole di Regina e consegnarle a lei stessa.
Fausto in un sacchetto trasparente, di quelli che si utilizzano per congelare i cibi, consegna proprio le manopole a Marinella; la sinistra ha il cavo elettrico del riscaldamento e il fondo sbucciato mentre la destra ha inserito al suo interno il comando del gas con ben visibile il canale dove scorre la cordicella di acciaio dell’acceleratore.
E’ l’ultima cosa che probabilmente Giorgio ha toccato in vita, le consideriamo un legame fra noi e difatti staranno in garage vicino a Regina, questa la destinazione decisa in auto al ns. rientro a casa.
La giornata “euforica” termina con l’ovvio saluto a Fausto e l’appuntamento per una telefonata da eseguirsi ai primi di Novembre, decideremo infatti per un nuovo incontro in officina mentre in lavorazione c’è l’assemblaggio di Regina, avrò così modo di vedere con i miei occhi alcune fasi del suo restauro.

Sabato 29 siamo di nuovo dai Peruzzi e stavolta con Sandra; la ricorrenza del 02 novembre si avvicina ed abbiamo incontrato la nostra cara amica proprio dove riposa Giorgio; arriviamo infatti presto, la composizione floreale di rose rosse e verdura è sapientemente ed amorevolmente curata da Sandra; rendiamo il ns. omaggio standocene in silenzio, un silenzio che diventa sempre più assordante con il passare dei minuti, nessuno ha un gesto di saluto, tutti 3 vogliamo stare più a lungo possibile assieme a lui, davanti a quella piccola foto che lo raffigura; stiamo immobili con i ns. pensieri e ricordi. 
Fausto e Alberto Peruzzi sono felici di vedere di nuovo Sandra dopo circa 6 mesi, gli avevo anticipato della cosa nel corso dell’ultima visita di qualche giorno prima; mentre Alberto intrattiene un colloquio con Sandra e Marinella, Fausto mi illustra, assieme ad Andrea (il meccanico guru dell’officina) il motore di Regina, è tutto smontato e pronto per essere rimontato con i pezzi necessari prelevati dalla donatrice tedesca.
Mi informa che il telaio è stato ben verniciato e che giace nel suo garage privato assieme a tutte le parti in plastica oggetto di nuova verniciatura.
Ci accordiamo per un’ulteriore visita il successivo 4 novembre; potrò ammirare la parte ciclistica di Regina di nuovo montata e decidere cosa fare o meno in funzione al gusto mio e di Marinella.
Sono contento naturalmente anche per Sandra, anche lei vuole rivedere Regina di nuovo “vivere”.
La giornata prosegue in mezzo ad un bellissimo Chianti che sfoggia i colori tipici dell’autunno con i pampini delle viti che pitturano i panorami e gli scorci delle bellissime colline.
Incontriamo a metà giornata Andrea e Paola che in moto sono diretti sull’Appennino Tosco-Emiliano; si fermano a Volpaia con noi per una piacevole sosta ristoro fra amici.
Il rientro è come al solito mesto, sempre così ogni volta che giro le spalle a Poggibonsi, credo infatti che dovrò farci l’abitudine a questa ormai cronica malinconia.

Novembre 2011 Ci siamo è venerdì 04, come concordato con Fausto di primo mattino, complice il dover accompagnare ns. figlia a scuola, ci incamminiamo verso Castelfiorentino.
Oggi l’eccitazione è doppia perché sappiamo che vedremo finalmente la parte ciclistica nuovamente montata ma dovremo anche decidere certi aspetti e particolari della moto se da rifare completamente oppure lasciare così come sono da vissuti/conservati; in cuor mio ho paura che la moto possa risultare “pezzata” fra il vecchio ben conservato ed il nuovo riverniciato ma questo è un timore che potrà trovare soluzione solo alla vista della moto.
Arriviamo ed entriamo subito, in fondo all’edificio, esattamente in officina, salutiamo i F.lli Peruzzi e con gli occhi ambedue cerchiamo la moto; eccola sul lato sinistro del corridoio posto fra l’officina stessa ed il salone espositivo.
L’emozione ci assale, inutile nasconderlo ed  a stento rimaniamo concentrati su quello che Fausto ed Alberto ci dicono e consigliano.
La prima impressione è molto positiva, le parti conservate non contrastano molto ma una volta avvicinati scoviamo piccoli “difetti” che iniziamo ad elencare.
Scatto un paio di foto ed Alberto spinge la moto all’esterno dove la luce naturale ci mette in mostra ancor meglio le plastiche e tutta la ciclistica di Regina.
Altre foto e si decide subito di verniciare anche il parafango anteriore; i paramani dovranno essere originali così come il parabrezza e per ultimo dopo aver ben visionato il serbatoio, sapientemente smontato, considerando che farà sfoggio di adesivi nuovi (gli ultimi e praticamente introvabili originali di ricambio bmw) decidiamo di farlo riverniciare solo nella parte bianca perché il rosso è molto ben conservato ed inoltre ci piace dare del vissuto a certi particolari della moto.
Il pozzetto completamente rosso meriterebbe una passata ma sarà solo pulito a dovere.
La moto comincia a prendere forma  e per ogni cosa domandiamo troviamo sempre una risposta che dà soluzione ai ns. quesiti.
Fausto ed Alberto si prodigano a darci consigli che accettiamo ben volentieri mostrandoci con esempi pratici quelli che magici prodotti di cura e brillantezza di plastiche e parti metalliche riescono a fare.
Lasceremo cromati i telai delle valigie, ci sembra che appesantiscano di meno la moto e per ultimo il tocco che ci riserva Fausto poi ha quasi dell’incredibile: la cromatura leggermente opacizzata delle fascette che fissano i soffietti delle forcelle sarà fatta nuova; onestamente non mi ero accorto di questo piccolo particolare del resto i mastri restauratori sono loro.
Visioniamo anche le valigie che sono integre e quindi riutilizzabili, all’interno della sinistra c’è la cassetta portattrezzi che è alloggiata sotto la sella, Fausto me la consegna e una stretta al cuore mi assale; all’interno una lampada, qualche chiave a brugola ed altri piccoli arnesi utili a cavarsi di impiccio; il caro Giorgio aveva sempre con sé quello che occorreva in tutte le situazioni.
Guarda, ammira e parla si è fatto tardi e dobbiamo rientrare a Perugia per prendere Giulia all’uscita di scuola.
Il prossimo incontro che combiniamo è per il montaggio del motore, lavori che dovrebbero trovare ultimazione dopo ulteriori 15 giorni, l’appuntamento quindi è per il 19 novembre.

25 Novembre 2011 Posticipiamo invece l’appuntamento con i F.lli Peruzzi a fine novembre in quanto Sandra ci avvisa che proprio in quei giorni dovrebbe trovare definizione la pratica di successione del ns. caro Giorgio; difatti venerdì 25, segna una data indelebile per me e Marinella (anche per Sandra ovviamente) siamo a Poggibonsi per il passaggio di proprietà.
In precedenza, dopo un fugace pranzo, ci rechiamo da Fausto ed Alberto a vedere Regina, sappiamo che il motore è quasi montato del tutto, tranne la termica destra, quella danneggiata dall’urto.
Lo troviamo steso vicino alla parte ciclistica della moto che è il lavorazione, lo sguardo come al solito corre da tutti i lati e da quanto siamo presi, la sagoma di Regina non entra nei nostri occhi.
Qualche foto di Marinella accompagna l’attacco dei filetti adesivi ornamentali al serbatoio; è un’azione combinata fra me, Fausto e Giorgio.
Mentre attaccavamo tali filetti spesso ci si richiamava a vicenda su quello che si riteneva meglio, io mi rivolgevo all’esperto Fausto chiamandolo “Giorgio”; non mi accorgevo della cosa se non dopo che l’azione aveva trovato conclusione ed allora quasi mi vergognavo.
Fausto però mi tranquillizzava dicendomi che gli faceva piacere e non so neanche io definire quante volte è successo; al dire di Marinella sempre !!!
Non avrei mai voluto lasciare Regina ma avevamo un appuntamento con Sandra per sbrigare la pratica del passaggio e stavolta con grosso dispiacere lasciamo i Peruzzi ringraziando anche Andrea, il meccanico, che nel frattempo si era prodigato a trovare la giusta collocazione all’attacco del navigatore sull’esile, se confrontato a quelli di ora, manubrio.
Troviamo Sandra ad aspettarci a casa ed andiamo assieme all’ufficio dell’ACI di Poggibonsi; 10 minuti, due firme ed il passaggio è cosa fatta, Regina ora ufficialmente ha 4 proprietari perché dico a Sandra che ogni qual volta vorrà anche solo vederla non avrà che da chiederlo, la seconda è Marinella che si commuove e non trattiene qualche lacrima, il terzo son io che da ora la guiderò e l’avrò in cura per il resto della mia vita ed il quarto è Giorgio, l’aveva tanto desiderata, l’aveva tanto amata; ora la guarderà dall’alto completa anche della strumentazione al cruscotto per come la desiderava davvero.
A simboleggiare il tutto sul libretto di circolazione fra i tanti proprietari scorgo il suo nome, lo vedo, lo leggo e subito cerco la possibilità di attaccare il mio accanto al suo in modo che anche visivamente il passaggio rappresenti un senso di comunione e di una continuazione della vita di Regina e della ns. passione; lo spazio c’è ed anche questo è forse il segno tangibile che dall’alto lui mi guida in questa “impresa”.
Appena usciti dall’ufficio stringo Sandra a me, la bacio sulla fronte e la ringrazio per avermi concesso l’onore di potermi occupare in futuro di Regina.
 
I programmi son fatti per essere smentiti anche nel breve periodo e difatti Giovedì 01 Dicembre 2011 alle 9:00 (solo dopo 6 giorni) siamo di nuovo in officina dai F.lli Peruzzi; Regina, al cui cospetto mi commuovo, non è più nuda ma si presenta con il motore montato, il parabrezza originale fumè bello lucidato dai graffi occorsi al momento del sinistro, le manopole riscaldate nuove di zecca ma sopratutto le scritte sul serbatoio che assieme a Fausto attacco non senza un’emozione crescente. La visita è fugace, alle 12:30 dobbiamo essere di nuovo a Perugia, Amelia ci aspetta per il ritiro; oggi è infatti il giorno dell’arrivo a casa di una nuova ADV, quella che sostituirà Titty nei nostri viaggi.
Con Fausto oltre all’operazione scritta sul serbatoio ci accordiamo per le ultime operazioni da fare e l’appuntamento è stavolta fissato più a lungo raggio ovvero per poco prima di Natale; difatti l’imminente 18° compleanno di ns. figlia Giulia sommato ad impegni lavorativi non ci consentono ulteriori visite alla ns. amata Regina.
Il tempo passato all’interno dell’officina vola via tanto è il piacere di stare in compagnia di Alberto, Fausto e di Andrea.
Ricevo da quest’ultimo ragguagli sulla capacità frenante dell’impianto istallato (disco anteriore maggiorato) naturalmente con l’avvertenza di non avere la pretesa di staccate al limite.
Soliti saluti ormai familiari e rientriamo a Perugia, Amelia ci aspetta e non possiamo farla subito ingelosire.

Sabato 10 dicembre sono le 9:45 rientro dal Cimitero dopo aver fatto visita ai  miei genitori; sono in compagnia di mio fratello, anzi è lui che guida l’auto; squilla il telefono, il dispaly indica inaspettatamente “F.lli Peruzzi”, ho quasi timore di rispondere, pigio il pulsante verde, è Fausto che dopo i saluti mi dice “Senti Oscar ti passo …” pochi istanti e sento il motore di Regina avviarsi, la sento benissimo borbottare e salire leggermente di giri; è lei è viva …. è viva !!!
Trattengo l’emozione con grosso sacrificio e ringrazio Fausto del dono offertomi; dimostrazione che il restauro di Regina è cosa che ha “preso” nell’animo un po’ tutti i protagonisti e questa è una gran bella cosa.
Giorgio quanto vorrei che fossi qui con noi.
Rientro a casa e comunico il fatto a Marinella e poi telefonicamente a Paolo; sono emozionato tutt’ora che scrivo.

Venerdì 23 Dicembre è il giorno dei saluti natalizi portati in una fredda ma assolata giornata; siamo con Sandra a rendere omaggio a Giorgio. Davanti alla sua lapide ben presto il silenzio si impadronisce dei pensieri che serbiamo per lui, ognuno di noi infatti si ammutolisce isolandosi nel profondo del proprio animo, accarezziamo la sua foto con tenerezza quasi a voler rassicurare e proteggere quel viso dallo sguardo penetrante, un bacio tirato alla fine del segno della croce e il pensiero triste che non mi abbandona scendendo le scale del Cimitero, sin’anche mentre percorriamo la strada che ci separa da Castelfiorentino; abbiamo infatti appuntamento dai F.lli Peruzzi, Regina ha completato il suo restauro.

Sandra in precedenza mi aveva consegnato il CDP di Regina assieme al tagliandino adesivo da apporre al libretto di circolazione che avevo portato con me e che attaccheremo assieme nella tarda serata.
Dai F.lli Peruzzi arriviamo con ancora il cielo luminoso, la sera non è ancora calata.
Entriamo e Regina è lì nel solito angolo dell’officina, stavolta è ultimata e dopo i saluti a Sandra, a Marinella ed a me da parte di Alberto, Fausto ed Andrea arriva presto il momento sognato all’inizio del restauro; occorre sentirla in moto.
Regina dopo essere stata ammirata da tutti viene spinta all’esterno da Fausto, viene avviata ed il suo motore borbotta  a freddo con l’aria tirata, da lì a poco inizia a girare rotondo con il classico rumore pieno e cupo del boxer 2 valvole.
L’emozione è notevole e non so neanche bene spiegare oltre cosa sia successo o cosa abbia detto. Da lì a breve mi son ritrovato sopra a condurla per 50 metri lungo il vialetto a fianco dell’officina.
Emozionato e preso com’ero, credo di aver pensato se era realtà oppure un sogno.

L’ultima cosa da decidere è dove posizionare la targhetta commemorativa del restauro.
La prima riga, solitamente riporta il proprietario della moto: Oscar e  Giorgio.

Decidiamo tutti insieme di apporla nel fazzoletto di rinforzo alla congiunzione del telaietto posteriore della sella, a fianco della pedana del passeggero sul lato destro della moto.

E’ arrivato il momento dei saluti; Auguri di Natale che vengono scambiati con tutti i presenti nell’Officina Peruzzi; la felicità per aver coronato il restauro di Regina e la consapevolezza che Sandra è partecipe e serena.

Seppur il Natale è triste al ricordo degli eventi che hanno determinato l’assenza di Giorgio, abbiamo la certezza di esserci donati una bella parte della sua vita che ci legherà ancor più a lui per il resto dei nostri giorni; Regina infatti è viva ed già tornata sulla “ strada della vita 




Giorgio, il ns. dono di Natale.

domenica 4 dicembre 2011

Amelia al debutto


Pieno fermento in casa con i preparativi del 18° compleanno di ns. figlia Giulia; li compirà venerdì 09 dicembre 2011; abbiamo un impegno già fissato da tempo per metà mattinata ma da poco in garage è arrivata Amelia che reclama il debutto.

Che fare con una moltitudine di cose da decidere/preparare se non ritagliarsi un piccolo spazio per la ns. passione ?

Ed ecco che in tarda mattinata partiamo per il debutto di Amelia, dobbiamo infatti iniziare il rodaggio.

Scegliamo ovviamente un percorso collinare che possa portarci a Sellano dove amici e conoscenti di un forum che frequentiamo si son dati appuntamento per lo scambio degli auguri dell’ormai prossimo Natale.

Giornata nuvolosa ma non piove, temperatura gradevole per il calendario; odore di nuovo quando fermiamo la moto al semaforo posto su un cantiere stradale dopo Valfabbrica.

Amelia non è una sorpresa per noi, conosciamo benissimo il modello che conferma appieno le sue peculiarità; viaggiamo tranquilli, sicuri; lo sguardo, quando possibile, và a cercare rassicurazione che tutti i comandi funzionino a dovere; in pochi Km. faccio letteralmente impazzire il display del cruscotto richiamando tutte le informazioni possibili.

 Casa Castalda:



Valico di Mezzo:



Passo Cornello:



Piana di Sefro:



Da quest'ultima sosta non ci fermiamo più perché è tardi e vorremmo arrivare per il caffè, infatti alle 14:30 siamo al Lockess di Sellano ma … i ns. amici sono ancora a mezzo dei primi piatti.

Abbracci, sorrisi, saluti, battute, prese in giro e foto con la giusta amichevole atmosfera che come solo amici/compagni di passione vera sanno regalarsi.

Non possiamo fermarci più di tanto, abbiamo altro impegno a metà pomeriggio e difatti solo dopo una manciata di  minuti dobbiamo lasciare la compagnia, ci spiace un po’ ma siamo comunque riusciti a portare il ns. saluto.

Amelia aspetta impaziente, vorrebbe correre più del limite dei 4500 giri/minuto riservati per questi primi Km. percorsi; dovrà pazientare il rodaggio e poi via a pieni giri sino ai suoi regimi massimi così da sentire piena e vigorosa la sua voce.

Rientriamo soddisfatti, essere riusciti a ritagliarci uno spazio in mezzo ad una moltitudine di impegni/appuntamenti ampiamente ricordati e sollecitati da Giulia è già motivo di soddisfazione; doppia perchè passato con Amelia, la ns. nuova moto.

giovedì 1 dicembre 2011

E' arrivata Amelia

                                                                         

Ben arrivata nella stalla Amelia, tutta nuova, lucida e brillante; già conosciamo le tue qualità, ma chissà che non ci riservi qualcosa di nuovo da scoprire come ad esempio l’ESA di ultima generazione abbinata alle sospensione WP e/o le migliorie alla flangia del cardano.

   Per intanto 34,25 litri di preziosa benzina alla pompa per riempierti il serbatoio che sommati ai circa 2 litri già contenuti all’interno portano la tua capienza a circa 36 litri.

   Sembri più ovattata e meno chiassosa ma chissà che dopo il rodaggio la tua voce non diventi roca e profonda come quella di Titty.

   Ora riposa e stai tranquilla nella tua nuova stalla in attesa del primo girello, non tarderemo a conoscerci meglio, per intanto appena possibile ti vestirò con le ns. personalizzazioni così da divenire ancor di più la ns. moto.





In ultimo Amelia ti informiamo che non tarderemo a darti la “giusta” compagnia.







                                     
                                               
                Buona Strada Amelia

giovedì 29 settembre 2011

Grazie Papà ...


… 11 giorni intensi gli ultimi passati finalmente insieme nella tua anzi ns. casa.
Frutto del lavoro di una vita, anzi più d’una, oltre la tua, quella di mamma e quella dei nonni.
Sacrifici, rinunce, risparmi insieme ad una ferrea educazione impartitami sulle virtù e sul senso civico; come dimenticare l’onestà, l'educazione ed il rispetto per gli altri, tutti gli altri.

Ci eravamo smarriti nel corso della nostra comune esistenza ma come d’incanto poco è bastato per regalarci una festa in occasione del tuo ritorno in un contesto di grande dispiacere; sapevo papà che non avevi vita lunga e perdonami tutte le bugie per tenerti nascosta la verità … ma non potevo neanche pensare che saresti partito senza avermi al tuo fianco; non mi sono mai arreso e mai ho perso la speranza di riaverti a casa fra le ns. braccia.
Il tutto poi è coinciso con la ricorrenza del compleanno mio e di mio fratello; che regalo abbiamo ricevuto da te Papà !!!

Porterò avanti i tuoi insegnamenti e non scorderò mai il bellissimo, unico e per me inebriante ricordo che mi hai lasciato.

Quell’extraterrestre che ha portato via Mamma non si era saziato ed ora ha preso te Papà ma nulla ha potuto contro la gioia, la felicità e la serenità della ns. riconciliazione.

Oggi mi sento più uomo, grazie di tutto Papà.





martedì 20 settembre 2011

Giorno mai sorto ...


Domani 21 settembre 2011 è il giorno della ricorrenza della tua venuta a questo ns. mondo Giorgio; avresti compiuto 50 anni, cifra importante mezzo secolo.

Domani è un giorno mai sorto per te e probabilmente neanche per chi ti ama e ti vuole bene in questo ns. mondo; lo vivremo con la malinconia della tua assenza fisica, con l’angoscia per quello che avremmo forse potuto fare per evitare; con i dubbi circa la nostra fragile esistenza e con la certezza che niente è sicuro attorno a noi.

Sono giorni e giorni che penso a come scrivere queste poche righe, a pensare se è meglio scrivere una cosa piuttosto che un’altra che rappresenti al meglio il mio stato d’animo, il mio sentimento per te, il saper rappresentare agli altri il giusto valore alla nostra frequentazione affinché ne colgano l’eccellenza di  vivere una virtù.

Domani Giorgio sarò stretto ai tuoi cari e prima ancora darò inizio ad una nuova regale “Avventura” che tu già ben conosci e che ci legherà ancor di più … sino alla mia fine.

Perché di una cosa sono certo caro, ti voglio bene Giorgio, tanto ed oltre come tanto e oltre è la ns. amicizia.

domenica 14 agosto 2011

Camaldoli 2011









E’ la quarta volta che intorno a Ferragosto salgo all’Eremo dei Camaldoli.
La gita e sopratutto il periodo è una "vecchia" idea di Paolo; quest'anno però in agosto ha preferito tornarsene in Norvegia con Giovanna; direi che non ha di certo sbagliato.
Vari impegni personali non mi hanno consentito di pubblicizzare l’evento ed allora  io e Marinella abbiamo “ripiegato” su un girello in solitaria, a dire il vero sono le motogite che preferiamo.
Il percorso classico prevede l’inizio del giro da Santa Sofia, ovvero in cima al Colle del Carnaio (località scelta per il consueto appuntamento e ritrovo dei partecipanti) per poi scendere a San Piero in Bagno, Bagno di Romagna ed svalicare il Passo dei Mandrioli che ci conduce in Toscana.
Arrivando da sud e non avendo vincoli alcuni preferiamo uscire dalla E45 a Città di Castello per poi costeggiare ad ovest il bacino artificiale sul Tevere  ovvero il lago del Doglio e quindi transitare per Pieve Santo Stefano; da qui la bellissima strada del valico dello Spino ci porta al Santuario di La Verna.
Visitiamo la chiesa e tutti i luoghi di preghiera di San Francesco, il poverello di Assisi, in opportuno  e rispettoso silenzio.
Tramite la strada secondaria di Biforco e Corezzo agganciamo il percorso classico compiuto negli anni passati, difatti a Badia Prataglia incrociamo la strada che scende dal Passo dei Mandrioli e saliamo all’Eremo dei Camaldoli, luogo di raccogliemento e solitaria meditazione; sul piazzale troviamo parecchi pellegrini e turisti; tanti i giovani sorridenti che accompagnano anziani.
Proseguiamo scendendo via Lonnano a Pratovecchio e Stia dove inizia la salita per il Passo della Calla; la strada è favolosa con curve di vario raggio che esaltano la voglia di piega; gli pneumatici che indossa Titty, ormai alla frutta dopo la cavalcata nordica, non consentono di esagerare e allora il passo si fa “allegro ma non troppo”.
Salendo i pensieri che ci comunichiamo con gli interfoni ci portano a ricordare l’edizione 2009; allora erano presenti anche Egino e Giorgio.



Come meglio ricordarli se non con una fermata all’Alpen Bar di Campigna , teatro di una sosta ristoro di quella edizione che ci regalò uno degli episodi più belli passati in loro compagnia.
La sosta avviene in mezzo a parecchi motociclisti e lo sguardo piomba al lungo tavolo che ci accolse festosi e che ora ospita altra compagnia di motociclisti altrettanto allegri.
Un aperitivo e scendiamo a Corniolo dove imbocchiamo la strada per Fiumicello, una volta sterrata ora depolverizzata, lungo il percorso ci ricordiamo della presenza di focolari e tavoli di legno pubblici per il pic-nic; ci fermiamo su uno di questi al sole; intere famiglie con provviste classicamente esagerate tutte intente a cercare l’ombra e noi invece a goderci i raggi di un sole splendente.
L’aria non è calda in quanto tira una brezza gradevole e gustarci un panino amplifica il sapore genuino della semplicità.
Non proseguiamo oltre in direzione Premilcuore, ma torniamo dietro a Corniolo per poi transitare a Santa Sofia; ho in mente di far visitare a Marinella un paesino conosciuto tempo addietro assieme a Paolo in uno dei ns. corti girelli.
Casteldelci un borgo carino posto su una piccola altura lungo una valle che raggiungiamo aggirando a nord-est il Monte Fumaiolo, via Alfero e Senatello.
Qualche scatto fotografico, qualche passo alla ricerca di particolari del borgo e quindi saliamo in cima al Monte Fumaiolo dove ci gustiamo, stavolta all’ombra, un gradevole gelato.
Il ritorno ci vede percorrere un tratto di strada mai fatta prima ovvero da Balze prendiamo per Pratieghi e Valdazze, arriviamo in cima al conosciuto Passo Via Maggio che lasciamo alle spalle verso Sansepolcro in contemplazione del lago del Doglio chiudendo nel miglior modo il ns. Camaldoli 2011.











domenica 24 luglio 2011

Campo Imperatore e dintorni

Girello all’improvviso voluto da Marinella al risveglio mattutino di un sabato dal tempo incerto … “Sai avrei voglia di mangiare degli arrosticini a Campo Imperatore” ed ancora “E’ tanto tempo che non andiamo in quei posti”.






Fatta alle 8:40 eravamo già in cammino accompagnati da qualche scroscio di pioggia intorno a Foligno e Spoleto ma con temperature ottimali.

Traversiamo i Monti della Laga sino a sua maestà il Gran Sasso che ci rimane nascosto da una fitta coltre nuvolosa ma sull’altopiano di Campo Imperatore è una festa di aria fresca, profumi montani e bellissimi panorami.









Passiamo anche per il Lago di Campotosto dove ... Windsurf






Giornata splendida con la nostra Titty che ci permette anche una breve ma carina escursione.




Al rientro altro scroscio d’acqua a Castel Sant’Angelo sul Nera, rientriamo via Visso e ancora Croce e Volperino (bella divagazione conosciuta tempo addietro grazie ad un amico).
Sono proprio belle queste giornate improvvisate … 


mercoledì 29 giugno 2011

Un Sabato ...


Un sabato trascorso assieme agli amici, cose semplici, genuine come è la ns. compagnia.

E’ Giovanna, la padrona di casa, che ci accoglie come sempre con maestria e non lesina di certo  prelibatezze fra le quali dei porcini fritti raccolti nel suo castagneto pochi minuti prima.



Una giornata che scorre dapprima davanti ad una cartina geografica della Scandinavia, poi a passeggio per il Monte delle Formiche sino all’omonimo Santuario già meta di un altro incontro indimenticabile …

Il tardo pomeriggio  condito di chiacchiere a ricordo delle gite in moto, delle sensazioni provate in una miscela di scherzi e tiri mancini a Giovanna, che da gentile e paziente Signora, mi perdona qualsiasi "intemperanza".

Una serata che mette in evidenza il buio del bosco rotto da molteplici e sfuggenti puntini luminosi; sono le lucciole che evocano ricordi d'infanzia in ognuno di noi e rendono unici i momenti vissuti in quel contesto.

La notte vola così come è volata la giornata ed il mattino successivo dobbiamo tornarcene presto a casa per impegni precedenti, non senza aver di nuovo passeggiato nel bosco alla ricerca di altri funghi; sembra purtroppo di aver rotto un incantesimo.

Non raccogliamo niente ma troviamo conferma ancora una volta che è bello avere degli Amici.