San Leo (RN) - Maggio 2015

San Leo (RN) - Maggio 2015

domenica 23 luglio 2017

My Alpen Raid 017


Una scorribanda sulle sterrate in alta quota dell'arco alpino sud-occidentale fra Liguria, Piemonte ed il Mercantour francese.

Un Raid solo per me.





Il Raid è attualmente in svolgimento ...

sabato 8 luglio 2017

Notturna Sibillina 2017


Notte magica seguendo la luna che traccia il percorso verso i più profondi pensieri.









domenica 8 gennaio 2017

Sto pensando a ...


Non mi occorrono altre parole rispetto a quelle musicate che accompagnano le immagini:






Oscar

domenica 1 gennaio 2017

Il mio Capodanno 2017

Il mio Capodanno 2017 è stato un bel Capodanno semplicemente perché ho "coltivato" in tutti i sensi le mie maggiori passioni.

Tutto inizia con il pomeriggio di San Silvestro dove, fra uno scambio di auguri e un'altro via mail, via telefono,  via sms, via whatsapp etc... nasce l'idea di un giro in moto in solitaria, ma che sia per davvero in solitaria.

Metto a frutto i preziosi consigli di Paolo Usuelli da Mondovì (CN); persona molto disponibile e gentile che mi sta letteralmente guidando all'uso dei GPS; scarico infatti una traccia di un percorso Off neanche molto vicino a casa e lo metto nel recente Etrex 20X che "Babbo Natale" mi ha recapitato sotto l'albero.
Non ho invero ancora deciso al sicuro se l'indomani farò il tutto ma tant'è.
La sera mi corico presto ed alle 22:30 son già nel mondo dei sogni; sento poco dopo qualche botto ma neanche tanti e rigirandomi capisco che è arrivato il 2017: benvenuto !

Il mattino per me arriva presto assieme ad un bello strato di brina ... una gelata epica con temperatura che attorno le 7:30 è ancora sui -5°C
Già ma il mio giro ? Ho passato la notte di San Silvestro come una comune notte feriale e poi per Capodanno niente moto ?

Aspetto un orario più consono perché la giornata è serena e senza nuvole e quindi il sole a breve farà il suo lavoro; difatti alle 10:00 sono alla pompa carburante che ho di fronte a casa per un bel pieno alla XT; trattandosi di una traccia Off è lei la predestinata.

Il trasferimento, anche se vestito di tutto punto per il freddo è consistente, il poco movimento sulla moto assieme alla scarsa protezione mi fa sentire il rigore della fredda temperatura anche se il sole "scalda" pur rimanendo molto basso all'orizzonte.
Dopo oltre mezz'ora abbondate di catrame arrivo vicino all'inizio della traccia, un paio di incroci sbagliati mi ricordano che devo seguire l'indicatore del GPS altrimenti che traccia seguo ?

E' la prima volta che "navigo" una traccia e lo schermo del GPS non è molto grande ma ha un bell'indicatore su in alto nel campo dati con a fianco la quota altimetrica.
La mappa invece , volutamente ingrandita, non mi aiuta a vedere attorno cosa ci sia ma è meglio così per vedere bene il triangolino che percorre la traccia stessa; insomma molto differente dal Navigatore stradale a cui sono abituato.

La strada bianca percorre un fondovalle con un torrente che nei suoi tratti più pianeggianti si presenta gelato ... dopo poco inizia un percorso sali scendi sulle colline, a volte alberate e con una quota massima di circa m 900 slm; davanti la strada presenta sottobosco, pietraie, terra battuta un mix di varie condizioni che sono una manna per il mio desiderio di "avventura".



In tutto il giro incontro solo 3 persone: una coppia di attempati con racchette da nordic walking ed un ragazzo che camminava. 
Un paradiso il silenzio alle fermate per ammirare il panorama che a 360° presenta rilievi, macchia, boschi e strade bianche.

Son parecchi giorni che non piove e la polvere, anche se poca, inizia a farla da padrona, lo schermo del GPS risulta quasi illeggibile e sovente son costretto pulirlo con una passata veloce della mano sinistra: il guanto nero mano a mano diventa sempre più imbiancato così come il borsino serbatoio ed i pantaloni.
Gli stivali presentano invece piccoli e minuti schizzi di fango che una pozzanghera gelata, rotta al mio passaggio, ricorda la sua esistenza.



Nel mezzo del giro, un tratto di raccordo in forte pendenza fra due strade bianche, fa vedere i sorci verdi: il sentiero è solcato da due distinti binari profondi che altri passaggi e l'acqua ruscellante ha scavato.

Il tutto è quasi completamente ricoperto da sottile ma lungo falasco piegato sia dal vento che dal suo  stesso peso e che ostruisce in un certo qual modo la vista.

Deciso entro nel solco più a monte del sentiero, scorro piano in discesa ma purtroppo la scelta non si rileva felice, il solco diventa sempre più profondo e devo uscirne fuori altrimenti mi incastro.

Profitto subito di un brevissimo tratto nel quale il solco risulta essere meno profondo e punto all'esterno, a valle, la ruota anteriore, la forcella affonda ma non più di tanto; piede a terra inclino la moto ed apro deciso contemporaneamente alzo di forza il manubrio a me per aiutare la ruota  a salire lo scalino. Tutto bene al primo tentativo, un briciolo di esperienza aiuta molto in queste circostanze, ora c'è da far salire il posteriore, stessa manciata di gas ma stavolta scaricando più possibile le pedane, piede a terra e coscia sollevata dalla sella, anche in questo caso tutto va alla perfezione.
Proseguo ma il falasco è sempre fitto e anche qualche rovo sulla traiettoria impedisce una certa scorrevolezza; in piedi sulle pedane, sedere all'indietro e via deciso ancora giù dove dopo qualche centinaio di metri ho ragguagli di civiltà ovvero intravedo una striscia di color bianco sempre più intenso: la strada raccordata.



Il tracciato prosegue come in precedenza, è raccordato da brevi tratti di strada catramata; su un passaggio in pietraia in discesa con a fianco dolci calanchi interposti ad un bosco squilla il cellulare, è mia figlia che mi chiede dove ero.
"Mah !!!" dico "... mica lo so di preciso; ho lasciato il catrame poco dopo Montone e ora credo di essere sopra Città di Castello, ma dove di preciso proprio non saprei dirtelo."

La tranquillizzo, sa che sono solo e continuo la navigazione della traccia dopo essermi fatto dire che erano già la 12:30.

La traccia mi porta a Vallurbana e poi Cerbara di Città di Castello, sarebbe poi proseguita verso la Toscana ovvero Monterchi ma devo rientrare a pranzo; non prima di farmi una sterrata vicino casa che tante volte, da ragazzo, ho percorso a tutta birra !!!

Ma la giornata non mi aveva appagato appieno ed allora uno sguardo al terreno dietro casa, le piantine di fava son belle altine e forse è l'ora di ... 

... è ora di arieggiare il terreno attorno per far si che le radici non siano costrette dal terreno ammassato; già che c'ero ha anche vangato la parte che a primavera sarà piantumata con ortaggi vari.



Già, ecco la "coltivazione" delle mie passioni maggiori, moto e orto:



Buon 2017 a tutti